Nel pensare una coreografia per le musiche di Spasimo di Giovanni Sollima, una frase del compositore mi è rimasta nella mente ed ha suggerito l'inizio del mio lavoro…”ascolto suoni e voci che circondano il luogo, voci antiche e moderne, senza tempo”. Quando Sollima ha composto la musica commissionatagli per la restituzione alla città di Palermo della cattedrale dello Spasimo, due sono stati gli elementi caratterizzanti: il luogo che ha costantemente cambiato identità, appeso fra un passato antico e un presente e i suoni e le voci che in questo spazio si mescolano senza tempo. Da qui sono partito ed ho pensato la coreografia, come una danza "contaminata", così come è la musica, ricca di sovrapposizioni linguistiche. Non volendo seguire la descrizione che Sollima dà di ogni brano, o tradurre in gesto, così come lui suggerisce l'immagine della sofferenza di questo luogo, mi sono appassionato alla mescolanza di suoni e di sensazioni che la musica suggerisce per seguire una storia che non ha un vero inizio o una vera fine ma che si sovrappone costantemente pur conservando dei caratteri, dei colori netti e diversi.