Ispirato a Paolo e Francesca e agli innamorati contemporanei - Da un'idea di Vito Alfarano

Cinque danzatori in scena danzano e parlano. L'innamoramento è il tema conduttore, con tutti i suoi “rumori”, a volte sono suoni delicatissimi altre volte fragori tempestosi. Bufere simili a quelle in cui Paolo e Francesca sono costretti a muoversi nell'Inferno di Dante. La danza delle loro anime è commovente e si contrappone alla freddezza dei rumori delle carceri dove, dopo un laboratorio con le detenute e i detenuti, sono state raccolte immagini, parole, canzoni, lacrime e sorrisi. Ecco allora le storie degli innamorati contemporanei, siano essi detenuti o liberi. Ecco i danzatori che si mettono in gioco usando anche la parola. Delirio, vertigine, attesa, sofferenza, festa, raccontate con una musica a volte trascinante e a volte delicata, in orgasmi di energia che i danzatori metteranno nei loro corpi. Il rumore dell'amore, nei suoi abissi di profondità e di animalità, senza filtri intellettuali, coinvolgerà profondamente gli innamorati e tutti coloro che almeno una volta sono stati innamorati.